Pioli: "Pronti per l'Atalanta. VAR? Non può essere messo in discussione"

Le parole del tecnico viola alla vigilia della semifinale di Coppa Italia

L'allenatore della Fiorentina Stefano Pioli ha parlato in conferenza stampa in vista della gara di Coppa Italia contro l’Atalanta. Queste le sue dichiarazioni evidenziate dai colleghi di Violanews.com: Provare a vincere qualcosa? Perdemmo la finale nel 1990 perché affrontammo la Juventus e perché… io non c’ero. Abbiamo in testa di vincere come le altre tre semifinaliste, è capitato raramente che le prime quattro del campionato siano fuori alla Coppa Italia.

Atalanta? Ci abbiamo già combattuto ad armi pari, vogliamo provare a prenderci dei vantaggi domani. Dovremo essere bravi a comprendere i ritmi della partita, quando non riesci ad averlo devi avere lucidità e attenzione. Sicuramente il mio modo di interpretare le partite assomiglia a quello di Gasperini, tralasciando l’aspetto tattico. Dal punto di vista offensivo crea tanto, ultimamente sta subendo qualche gol in più rispetto al passato. È una squadra intensa, a livello fisico mantiene la stessa interpretazione della gara anche nel secondo tempo. Si affrontano due squadre che stanno bene.

Calendario? Avrei preferito un trattamento equo, giocare la stessa giornata sarebbe stata la cosa più giusta. Non ne ho parlato con i ragazzi, ieri naturalmente c’era qualcuno stanco, ma le motivazioni e l’importanza della gara ci permetteranno di sopperire le difficoltà di recupero.

Formazione? Ce l’ho in testa da una settimana, come per quella che ha affrontato l’Inter.

Condizionamento arbitri? Sarebbe screditare una classe che ha dimostrato serietà e professionalità. Se n’è parlato anche un po’ a caso, è stata criticata la VAR solo in una direzione. Senza VAR il rigore per l’Inter non sarebbe stato accordato. Non voglio parlare di polpastrelli, anche lì era intervenuta la VAR e loro hanno preso due punti in più.

Chiesa? Non credo che pensi alla rivalità con Gasperini. Ora è determinato, ha svoltato. Sbagliai all’andata a non chiarire che inciampò e non simulò, come ha sbagliato Gasperini a fare quelle uscite. Vi avrei voluto far vedere le gambe di Chiesa dopo la partita contro l’Inter.

Maturità d’approccio alla VAR? Non deve essere messo in discussione l’utilizzo della VAR.

Insulti ad Astori? Non c’è bisogno di commenti per giudicare.

Tornare in alto? L’obiettivo è tornare in Europa, non si può far tutto dall’oggi al domani e l’Atalanta è sicuramente una bella realtà. Dobbiamo puntare in alto.

Muriel? Avevo chiesto un giocatore di qualità, che da una palla qualsiasi può inventare qualcosa di importante. Abbiamo fatto ottime prestazioni con avversari che ci concedevano spazi. Contro quelli che si chiudono serve il talento e Muriel ce l’ha.

Assenti con l’Atalanta? Mirallas e Pezzella.

Un esame a lunga scadenza? Sì, anche se non siamo fatti per fare troppi calcoli. Dobbiamo ragionare su novantacinque minuti da giocare al massimo. Questo non vuol dire giocare all’arrembaggio. Abbiamo la nostra filosofia di gioco, vogliamo giocare con ritmo. Non siamo fatti per stare lì e vedere cosa succede, siamo fatti per fare la partita e non subire.

Esserci al ‘Franchi’? I tifosi della Fiorentina non ragionano sul non venire allo stadio, se possono venire. Il desiderio di quando sono arrivato qui è vincere, ricordavo lo stadio pieno quando ero giocatore. Dopo la situazione di Davide, purtroppo, è tornato a crearsi un clima speciale.

Qualità di lottare? Questa è una delle qualità che apprezzo di più. Si è persa di vista l’ottima prestazione della squadra con tutte queste polemiche. Dobbiamo stare più attenti in questo momento, ad esempio per l’attenzione della squadra in questi momenti.

Milenkovic? È recuperato, ho ancora due allenamenti per capire dove schierarlo.

Simeone? Ha risposto come volevo, ha trascorso un momento di difficoltà e le sue prestazioni a livello di impegno non sono mai venute meno. Questa situazione gli aveva tolto qualcosa. Giovanni è un ragazzo molto determinato, non era contento delle scelte quando era in panchina, ma non ha mai fatto mancare il proprio supporto. Le mie scelte sono dettate molto dalla posizione in campo di Chiesa”.



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