Signorelli (CdA Cagliari): “Stadio provvisorio? Ci perdi soldi, ma non i tifosi”

Parla a RadioBruno il dirigende dei sardi che ha dovuto gestire i lavori per il nuovo stadio

Stefano Signorelli, membro del Consiglio d'Amministrazione del Cagliari e responsabile della costruzione dell'Unipol Domus, ha parlato a Radio Bruno:

Stando su un'isola, non potevamo pensare a un trasferimento temporaneo, quindi abbiamo dovuto cercare una zona adatta e adeguatamente servita per rimanere in Serie A. Costruire la Unipol Domus nelle vicinanze del vecchio Sant'Elia è stata un'idea geniale, corroborata dal sindaco e dall'amministrazione di allora, è uno stadio provvisorio che offre comodità a tutti. E ci sono voluti appena 127 giorni. Ovviamente parliamo di un impianto provvisorio, ma si tratta di un record perché abbiamo avuto l'autorizzazione e chiuso la conferenza dei servizi nel giro di 50 giorni. I costi relativi alla costruzione, che risale al 2017, sono stati tutti a carico del Cagliari, che ha dovuto garantire una viabilità sufficiente ai 16mila spettatori (quota minima in Serie A), un servizio fognario sufficiente e un apporto elettrico. La Main Stand, la tribuna principale, è da stadio vero a tutti gli effetti, trapiantata da Is Arenas a Quartu Sant'Elena; il resto sono impalcature metalliche, monitorate a cadenza mensile o trimestrale, materiali che possono essere anche noleggiati. Se la Fiorentina vorrà, saremo felici di mostrarle il nostro esempio qui a Cagliari. Ultimati i lavori al Sant'Elia, l'Unipol Domus verrà smontata e restituita al Comune che potrà farne quel che ritiene opportuno. Dal punto di vista economico costruire uno stadio temporaneo per sole due stagioni come nel caso della Fiorentina non vale la spesa, ma sicuramente vale il supporto dei tifosi, che ritengo di valore incalcolabile.


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