Nuovo Franchi, bloccati 55 milioni dall’UE: c’è un piano B

Nuovo Franchi, nel mirino la ristrutturazione con i fondi pubblici dell'impianto della Fiorentina: il piano B c'è

Un mese per farsi ascoltare, spiegare e convincere la Commissione europea a cambiare idea con il suo no al finanziamento di una parte del progetto del nuovo stadio Franchi di Firenze con i fondi del Pnrr. Al pressing del sindaco Dario Nardella, che ha riconfermato la richiesta di audizione per illustrare le ragioni dell’operazione e la sua coerenza con le regole e la filosofia del Recovery fund, si sono unite le parole di Raffaele Fitto, il ministro per gli Affari Europei. Fitto ha auspicato una «soluzione di confronto» annunciando la predisposizione di «risposte di chiarimento» allo scetticismo di Bruxelles. La road map per il nuovo Franchi sembra viaggiare spedita tanto che per dicembre sono calendarizzati i primi lavori preliminari e si ipotizza come giugno 2024 l’apertura a pieno regime del cantiere.

Ora, però, c’è un’altra priorità: evitare che l’eventuale vuoto lasciato dai fondi europei bloccati possa mettere in crisi il progetto. Anche se nelle ultime ore, fra le pieghe della crisi, si starebbe immaginando anche un piano B che consentirebbe di mettere in sicurezza il percorso per il nuovo stadio e la rigenerazione del quartiere di Campo di Marte. Il bene, inaugurato quasi 92 anni fa, è uno dei capolavori di Pierluigi Nervi, l’ingegnere “olimpico” per eccellenza che avrebbe poi realizzato con il figlio Antonio pure il Flaminio e il Palazzetto dello Sport a Roma. Il Franchi è sottoposto a tutela, motivo per il quale diversi progetti erano andati a sbattere sul muro di un rifacimento senza sostenibilità. Come scrive La Gazzetta dello Sport, l’emendamento “sblocca stadi” del 2020 aveva però ridotto il potere delle sovrintendenze. E a dare nuova linfa al progetto era stato poi l’inserimento dell’opera nel Pnrr, sfruttando la corsia del fondo complementare predisposto dal Ministero della Cultura. Lo stadio fiorentino è stato infatti nella lista, unico investimento “sportivo” fra i 14 poli “attrattori”, con un finanziamento di 95 milioni di euro. Questi soldi non sono in discussione perché pur essendo inseriti nella tempistica del Pnrr, sono italiani e su cui quindi la Commissione europea non ha voce in capitolo. Al contrario dei 55 milioni che invece arrivano dal ministero dell’Interno per i “piani urbani integrati” e che sono a tutti gli effetti fondi comunitari.



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