Dal paradiso all’inferno e ritorno. Ma è la sconfitta più bella

Dal paradiso all’inferno, e ritorno. Un grande spavento, prima dell’esplosione di gioia per la sconfitta più bella della storia recente della Fiorentina. Un k.o. buono come lezione per il futuro, e per volare in semifinale

"La paura, poi la festa": è il titolo del Corriere Fiorentino sulla qualificazione della Fiorentina alla semifinale di Conference League avvenuta dopo aver perso per 2-3 contro il Lech Poznan:

"Dal paradiso all’inferno, e ritorno. Un grande spavento, prima dell’esplosione di gioia per la sconfitta più bella della storia recente della Fiorentina. Un k.o. buono come lezione per il futuro, e per volare in semifinale. Certo, nessuno pensava di dover soffrire così. Ma il calcio, si sa, è una brutta bestia. E sarà bene ricordarselo. Per una volta, Italiano, è tornato quello degli inizi. Quello che, in ogni partita, riusciva a sorprendere. La formazione presentata ieri infatti, era parecchio diversa da quella immaginata alla vigilia. Basta pensare a Jovic. Perché è vero, se c’era un’occasione per rilanciarlo non poteva essere che questa, ma le parole della vigilia («ultimamente non è mai stato a posto») facevano pensare al massimo ad un ingresso a gara in corso. E invece, dopo quasi un mese e mezzo trascorso tra panchina e tribuna (non giocava titolare dal 9 marzo) il serbo è partito dall’inizio. Alle sue spalle Sotti, Nico e (a turno) Barak e Bonaventura".



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