Chiesa, arriva la Juve. La sfida più difficile dopo un’estate di silenzi

Comprensibile pensare al decollo se si ha 22 anni un ego che cresce con l’interesse delle big. Lo deve aver pensato Federico Chiesa, se non che la Fiorentina si è messa di mezzo e rinviato le possibili decisioni del n° 25 viola. Come scrive La Nazione, da giugno vanno di pari passo il disco rotto di Commisso e il mutismo del giocatore, diventato inavvicinabile per chiunque. E allora un sorriso, una smorfia, non qualcosa in più, anche in quelle settimane che sembravano la svolta: 70, 80, 100 milioni ma niente. Da metà luglio Chiesa ha raggiunto in tournée i compagni e nonostante un duro chiarimento con Joe Barone si è rassegnato a restare. Da lì si è iniziato a parlare di adeguamento di contratto (fermo a 1,8 milioni a stagione), ma la testa del calciatore non sembra del tutto sgombra. Dopo la partita giocata male in Armenia sono riemersi i problemi, e le parole di Mancini «Federico pensi al lavoro e alla Fiorentina, che è un grande club» alimentano i dubbi sulla sua concentrazione. E domani poi a Firenze arriva la Juve, che forse più di ogni altra squadra ha cercato di sedurre Federico in estate.



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