Ribery: “Che tifo fantastico a Firenze”

Lunga intervista ai microfoni di DAZN in cui Luca Toni veste i panni del giornalista per un confronto con Franck Ribery tra presente e passato della Fiorentina.

TONI: I tifosi della fiorentina possono stare tranquilli? Rimarrai qui tanti anni?
RIBERY: Ora posso dire che sono davvero felice qui a Firenze. E’ felice la mia famiglia. Ho firmato per due anni, poi vediamo. Qui il tifo e’ fantastico, si vive per il calcio, per questo vorrei riuscire a vincere qualcosa qui a Firenze. Anche per loro. Non mi aspettavo che venissero in così tanti all’aeroporto a prendermi.

TONI: Castrovilli e Chiesa?
RIBERY: Sono forti, giovani e forti. Mi ascoltano quando parlo e questo è importante, perché io da giovane ho giocato con gente come Zidane, Henry, Vieira ed è stato importante per me ascoltare campioni come loro. Cerco di trasmettergli la mentalità. ad esempio: abbiamo vinto giocando benissimo a Milano col Milan, sei contento, ci pensi la sera stessa, ma poi basta. Dal giorno dopo devi già pensare alla partita dopo. Non puoi fermarti a pensare a quella partita fino al mercoledì successivo. Castrovilli mi ha dedicato il gol vs Sassuolo perché prima della partita gliel’avevo predetto: segnerai e farai il 7 con le dita. Detto fatto.


TONI: Io e Frank siamo andati d’accordo da subito, avevamo entrambi quella sensazione di venire dalla strada. Da fuori sembriamo sempre pronti a scherzare, ma poi quando c’era da far battaglia, eravamo in prima fila. Il Bayern ce lo disse dal primo giorno: con voi torneremo a vincere. Diciamo che con i nostri scherzi un po’ abbiamo cambiato la classica mentalità tedesca.

RIBERY: Un allenatore che mi è rimasto nel cuore è Jupp Heynckes. Lui è fantastico nelle relazioni personali, sa sempre come prenderti. Alla fine per vincere ad un allenatore servono i giocatori, altrimenti come fai?

TONI: Sai che non sapevo che sul gol di Materazzi a Berlino, tu fossi sulla linea.
RIBÉRY: Sono troppo basso, abbiamo preso gol per quello (ride). Comunque no, è stata una bellissima finale, peccato averla persa.

TONI: Beh dai poi tu almeno hai vinto tanto altro, io poco.
RIBERY: Eh ma quella era la Coppa del Mondo, mica un trofeo qualunque.

TONI: Io ho giocato anche con Robben, Frank rispetto a lui pensava di più all’assist…
RIBERY: Si perché sono fatto così. Anche fuori dal campo, mi fa star bene fare qualcosa che faccia star bene una persona cui voglio bene. Se io e Luca giochiamo insieme, io gliela passo e lui fa gol, sono contento.




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