Cambi tardivi, ma panchine troppo diverse. E dal mercato invernale sono arrivati tanti “no”

La Nazione analizza un particolare che fa riflettere

Troppi piccioni, cambi tardivi e una distanza dal terzultimo posto che rimane invariata. La Nazione riparte dai dettagli per analizzare il k.o. di Marassi. Nonostante la sconfitta di Genova, il distacco dal Cagliari non è cambiato ma oltre alle ingenuità c’è stata per la Fiorentina una discreta dose di sfortuna: il palo di Quarta, la respinta sulla linea di Colley su Biraghi, il colpo di testa di Milenkovic al 95′ e altre chance fallite di poco. La falsa chiamata di Dragowski e il blackout difensivo penalizzano – scrive il quotidiano – una squadra che ha giocato meglio, ma è imperdonabile aver lasciato Candreva e Quagliarella liberi di impostare e raccogliere il tiro al limite dell’area. Se nel primo gol il concorso di colpe è tra Dragowski, Venuti e Vlahovic, nel secondo Castrovilli e Bonaventura si disinteressano ed acutizzano i problemi di attenzione, singoli e di squadra, della Fiorentina.

Il quotidiano evidenzia anche i cambi tardivi di Prandelli. Callejon e Malcuit hanno giocato gli ultimi sette minuti più cinque di recupero, mentre Ranieri dopo un’ora di gioco ha inserito Candreva e Quagliarella. In panchina sono rimasti Terracciano, Barreca, Caceres, Eysseric, Igor, Montiel, Maxi Olivera, Rosati, Kokorin, Borja Valero: troppo poco per cambiare la storia di un match. Il mercato di gennaio non ha aggiunto giocatori pronti all’uso e alla lunga questo può diventare un problema: non è stata probabilmente la mancata volontà della Fiorentina di cercare rinforzi più funzionali, ma la mancata volontà dei rinforzi più funzionali di accettare le proposte della Fiorentina. Un particolare che fa riflettere.



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